Da qualche anno penso sempre alla felicità.
Mi rendo conto che è impossibile, allora disprezzo coloro che sembrano felici, e mi convinco che sono formiche sceme che non si chiedono il motivo di nulla. Poi mi accorgo che la loro non è vera felicità, ma un sorrogato di essa che è la spensieratezza. Allora mi nasce una speranza e continuo a cercare.
A questo punto penso che possa essere qualcosa di chimico, ma so che dopo una felicità artificiale c'è la fame chimica di felicità, e ci rinuncio. Disprezzo i drogati, gli alcolizzati e i ninfomani.
Penso a qualcosa di più più semplice, magari è solo l'assenza di alti e bassi, e mi nego tutti i piaceri, mi deprimo, e, avendo ottenuto il risultato contrario, maledico tutti coloro che credono nel nirvana, nell'atarassia e nell'amore di dio.
Non mi resta che provare le grandi emozioni, quelle che fanno sobbalzare il cuore, e trovo qualcuno o qualcosa che mi piaccia, mi innamoro dell'amore, ma poi perdo quello che ho attenuto, e sono più triste di prima. Odio la gente che si ama, che riesce ad avere costanza nei sentimenti e tiene duro.
Infine leggo da qualche parte che la felicità non è altro che l'attesa di se stessa. Prima di provare anche questa via, mi guardo alle spalle e mi accorgo che per me l'attesa è stata solo ansia, che è da tanto, troppo tempo che aspetto di essere felice e nonostante cio non lo sono mai, e se sospetto di esserlo dura sempre poco, troppo poco tempo, e se dura più a lungo e comunque meno intenso. Credo sia proporzionale.
Attualmente ho altre due vie da provare:
1- Me ne strafotto di tutto e non mi faccio più seghe mentali, sperando che senza paranoie le cose vadano per il verso giusto da sole, senza la mia forza mentale e, sopprattutto, senza soffrire per i fatti che accadono che non dipendono da me, ma solo da come le affronto. Infatti se non vado errando Tolstoj dice qualcosa tipo "la miseria la si può sempre spiegare, ma la felicità no".
2- Mescolo tutti i tipi di felicità che ho trovato, rischiando di fare un mix espolosivo... allora voglio un ragazzo, qualche birra, un po di costanza nei ritmi e negli impegni, un animale nel caso qualcuno mi abbandoni, il piacere delle piccole cose come una tazza di the sul divano, il cioccolatino dopo essermi lavata i denti e le canzoni stonate sotto la doccia.
Dato che non ho tempo da perdere e devoconoscere al più presto queste famose farfalle nello stomaco provo tutte e due le vie e che allah, buddha, zaratustra, confucio e britney spears me la mandino buona!
ps
se avete un cucciolo di rinoceronte, di trigre o di gatto, sterilizzato e vaccinato fatemi sapere
pps
lo stesso vale per l'essere umano
Mi dichiaro offesa e indignata, come laica razionalista, per la scelta politica di dedicare la stazione Termini a papa Giovanni Paolo II. Ritengo che questa politica populista possa fruttarle voti ma non dignità personale.
grazie per l'attenzione
Anahita Vakil Mozafari, 17 anni, Carrara
Anche voi potete reclamare www.comune.roma.it/was/wps/portal/!ut/p/_s.7_0_A/7_0_6MP/.cmd/ad/.ar/sa.spf_ActionListener/.c/6_0_43U/.ce/7_0_LOT/.p/5_0_KD5/.d/0
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«Odio il regno dei borghesi, il regno dei poliziotti e dei preti, ma odio ancora di più chi come me non lo odia con tutte le sue forze». Così scriveva nel 1931 il poeta francese Paul Eluard. Si sentirebbe davvero molto solo nell'Italia di oggi Eluard, soprattutto nei giornali che servili corteggiano i borghesi, sommessi obbediscono ai poliziotti, e untuosi s'inchinano al cospetto dei prelati. Non c'è telegiornale «laico» da cui non imperversi il cardinale di turno. Non c'è elezione in cui la Curia non ponga condizioni per concedere il suo appoggio. Non c'è politico di sinistra che non si riscopra una fede forse ben nascosta per decenni, ma pur sempre ardente come brace sotto la cenere (Piero Fassino e Fausto Bertinotti docent).
Mangiapreti di ieri come l'ex radicale Francesco Rutelli sono diventati «ranocchie d'acquasantiera», secondo l'espressione francese. Fini letterati che cantarono la Finis Austriae, dell'impero asburgico sembrano rimpiangere anche la cultura tridentina, come Cluadio Magris che sul Corriere definisce Benedetto XVI «molto meno conservatore di quanto si creda», forse perché Ratzinger è intellettuale mitteleuropeo.
Ma il culmine ineguagliato dell'ossequiosità al Vaticano lo si coglie nel variegato fronte contrario ai Pacs, che brandisce lo «scandalo» delle coppie omosessuali per negare status legale e legittimo a tutte le unioni di fatto, anche quelle eterosessuali. Come spesso gli è capitato nel corso della storia, il Vaticano combatte un'altra battaglia di retroguardia, e già persa. Basta contare i bambini nati fuori dal matrimonio nei paesi cattolici d'Europa. Escludiamo pure la Francia giacobina, in cui i bimbi nati da mamme non sposate sono il 48% del totale. Ma nella cattolicissima Polonia sono il 37%; nell'ultra clericale Irlanda il 32 %; nel Portogallo del miracolo di Fatima il 18,4%. E in Italia sono il 14%, cioè un bambino su sei. E, per quanto inattendibili e sottostimati siano i dati dell'Istat (in tutti gli altri paesi la percentuale di convivenze di fatto è pari a quella dei bambini nati fuori dal matrimonio, solo in Italia è misteriosamente meno della metà), essi indicano pur sempre che negli ultimi 10 anni tali unioni sono triplicate.
Quel che queste nude cifre dicono con inoppugnabile chiarezza è che ormai la Curia non ha più contatto con il diffuso sentire dei cattolici europei. È sconnessa dal suo gregge. Come negli anni '70, su temi quali divorzio e aborto non era semplicemente più ascoltata dai suoi fedeli. E oggi, solo per compiacere il clero, e sempre per l'antico vizio di correre in soccorso dei potenti, o supposti tali, i politici del centrosinistra s'incamminano su questa stessa via di estraniazione del comune sentire di polacchi e irlandesi, portoghesi e italiani.
Se la chiesa maledicesse le biciclette, è sicuro che i Mastella, i Casini, i Rutelli (con qualche diessino di scorta) proporrebbero un disegno legge per limitarne l'uso. E non è una battuta balzana, visto che a fine '800 L'Osservatore Romano si scagliò con inaudita violenza contro il «bicicletto», come allora si chiamava, considerato simbolo della sovversione sociale e del disordine moderno. Chissà se i nostri pronipoti reagiranno alle condanne dei Pacs con la stessa ironica bonomia con cui noi leggiamo gli anatemi contro il «velocipedismo». Ma sui Pacs noi non possiamo ancora sorridere.
Ah... ed eccomi qua tornata dalla FAO. Mi sono divertita parecchio, lo ammetto: passeggiata di notte per Roma, gli amici, le canzoni sul pullman... Però vi confesso che sono rimasta anche parecchio delusa dalla visita alla FAO. Non c'è paragone con la visita al parlamento europeo, dove ci accolse Joseph Borrel, il presidente, ma a parte l'accoglienza e la sede (una stanza qualunque nel palazzo), anche la discussione è stata piuttosto statica.. non sono riuscita a fare la mia domanda. Mi è sembrato che fugassero le domande spinose (domande.. si fa per dire, tre domane in croce, su cui hanno sblaterato per ore ridicendo sempre gli stessi concetti e usando sempre gli stessi aneddoti). Abbiamo chiesto loro due volte come mai il progetto di Roma di far scomparire la fame nel mondo in dieci anni non si è avverata, anzi la situazione è peggiorata, e loro ci hanno solo saputo dire che è stato per l'aumento demografico, quando tre secondi prima ci avevano detto che le risorse in Africa sono quasi illimitate, e li ci sono i paesi più "ricchi" del pianeta. E' tanto difficile dire che non sono riusciti a fare il loro lavoro perchè l'economia occidentale, chè è liberista quando torna bene, e conservatrice quando conviene, ha dilaniato le strutture politico-sociali africane e continua a farlo, e che i conflitti internazionali non hanno favorito la situazione? Secondo me è maturo sapersi prendere le proprie responsabilità, e saper puntare il dito quando serve.
Sono chiuso in casa da tre settimane per terminare un romanzo, senz'altra compagnia se non quella del mio cane Zarko e del mare, felice tra i miei personaggi, ma dalle prime ore di domenica, ho cominciato a ricevere delle telefonate dei miei amici e amiche del Cile.
"Prepara i calici", mi dicono dal mio lontano paese. Ho pronta una bottiglia di Dom Perignon in frigorifero. È un riserva speciale e me la regalò a questo fine il mio caro amico Vittorio Gassman una sera a Trieste. "Spero che la berremo insieme", mi disse in quell'occasione e sarà così, perché a casa mia c'è un calice che porta inciso il suo nome.
Alla radio, una voce dice che il tiranno sta davvero male e che, a quanto pare, stavolta la Parca se lo porterà all'inferno degli indegni, anche se noi cileni non ci fidiamo mai delle repentine malattie che lo colpiscono ogni volta che deve affrontare la giustizia.
Vorrei essere in Cile tra i miei cari e condividere con loro la spumeggiante allegria di sapere che finalmente finisce l'odiosa presenza del vile che ha mutilato le nostre vite, che ci ha riempito di assenze e di cicatrici. Pinochet non solo ha tradito il legittimo governo guidato da Salvador Allende, ha tradito un modello di paese e una tradizione democratica che era il nostro orgoglio, ma in più ha tradito anche i suoi stessi compagni d'armi negando che gli ordini di assassinare, torturare e far scomparire migliaia di cileni li dava lui personalmente, giorno dopo giorno. E come se non bastasse, ha tradito i suoi seguaci della destra cilena rubando a dismisura e arricchendosi insieme al suo mafioso clan familiare.
L'ex dittatore paraguayano, Alfredo Stroessner, è morto poco tempo fa nel suo esilio brasiliano, pazzo come un cavallo, dichiarando persone non gradite in Paraguay cento persone al giorno i cui nomi estraeva dall'elenco del telefono di Sau Paulo. Pinochet, invece, muore simulando una follia che gli permette fino all'ultimo minuto di fare assegni e transazioni internazionali per nascondere la fortuna che ha rubato ai cileni. Muore amministrando il suo bottino di guerra con la complicità di una giustizia cilena sospettosamente lenta.
Smette di respirare un'aria che non gli appartiene, di abitare in un paese che non merita, tra cittadini che per lui non provano altro che schifo e disprezzo. Ma muore, e questo è quello che importa. La sua immagine prepotente di "Capitán General Benemérito", titolo di ridicola magniloquenza che si autoconcesse, svanisce nella figura dell'anziano ladro che nasconde il suo ultimo furto tra i cuscini della sedia a rotelle. Ma muore, e questo è quello che importa.
Prima di tornare al mio romanzo, apro il frigorifero e palpo il freddo della bottiglia. Poi dispongo i calici con i nomi dei miei amici che non ci sono, dei miei fratelli che difesero La Moneda, di quelli che passarono nei labirinti dell'orrore e non parlarono, di quelli che crebbero nell'esilio, di quelli che fecero tutte le battaglie fino a sconfiggere il miserabile che ha gettato un'ombra sulla nostra vita per sedici anni ma non ci ha tolto la luce dei nostri diritti. Con tutti loro brinderò con gioia alla morte del tiranno.
4 dicembre 2006
la Repubblica
Ragazzi! stranamente stavo vedendo la tv e, alle venti e zero dueminuti, ben 4 canali proiettavano il papa in Turchia, nella moschea blu (?)! rai uno, canale5, la7 ed mtv... non è vergognoso? in TV censurano quasi tutto cio che è intelligente, proiettano solo tette e culi e papi.. dove è andata a finire l'Informazione?? MA IO MI VERGOGNO! Si! mi vergogno ad essere una pedina di questo stato.. una parte di essa... Facciamo pubblicità a un nazista, brutto, schifosamente bigotto, misogino, omofobo, sessuofobo, contro dutti i nostri ideali di democrazia. Ma chi ce lo fa fare? E quel DEFICIENTE di quel PEZZO DI CACCA di Napolitano che gli spiana la strada... Chiudono forum dove qualcuno spera per la morte del papa, e non chiudono quelli che lo applaudono??? Ma in che mondo siamo!? Siamo dei mongoloidi, degli ottusi, dei mangiaostiedimerdaaaaaaaaaa! La Chiesa finazia le guerre, l'AIDS, il maschilismo, l'ignoranza e l'incapacità di pensare con la propria testa. MA MA MA, io non ce la faccio più... Quel vecchio cadavere di papa non morirà mai, e se si decomporrà io non vorrò saperlo! Ma che finisca la fine dei suoi giorni soffrendo come un africano, altrochè morire! La vita non è mica cosi semplice?! Deve soffrire la fame, le malattie veneree, l'umiliazione di essere considerato anormale, genere umano che conta meno di una formica! BASTAAAA io non voglio più vedere quel muso a culo, non mi fa dormire la notte!!!
IO DICO NO AL PAPA
IO DICO SI ALLA SUA SOFFERENZA, CHE PASSI INOSSERVATA!!!
E CHE DIO GLIELA MANDI CATTIVA!
NEMA
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Anahita alle ore 21:43 |
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Accidenti se la vita è bella! il 29 plenaria del parlamento, oggi festa della Toscana e mia mamma è partita per lasciare me e mia sorella sole per un mese, domani e dopodomani "gita" a mathausen, torniamo ed è domenica, poi viene la carlotta a stare da me, festa tutte le sere, sabato a ballare, domenica a cazzeggiare, l'11 e il 12 andiamoa lla FAO a Roma, ci sono le vacanze, natale, capodanno e via dicendo. Se solo non ci fosse la scuola e lo studio a casa, la vita sarebbe perfetta!
Ho appena aggiornato il mio album delle foto su splinder... E' tanto che non lo facevo. Volevo metterci le foto di Montecatini, e ci ho ficcato anche quelle del festival di Teatro. I miei due interessi: teatro e, per così dire, l'attivismo. Teatro è bellissimo, riempie di soddisfazioni.. Ma per me è un gioco, un modo che mi permette di mettermi in discussione e recitare una parte, allontanandomi dai miei pensieri quotidiani... Il lavoro con il parlamento regionale degli studenti (l'anno scorso come grande elettrice, quest' anno come parlamentare), la collaborazione con la consulta, l'UDS, ma anche i miei interessi laici all'interno dell'Uaar, mi gratificano molto di più. Parliamo di Montecatini per esempio!
Con i ragazzi del PRS_T siamo stati tre giorni da favola a un seminario di informazione a Montecatini Terme. Il tema di quest'anno è l'Africa, il volontariato nella regione subsahariana... BELLISSIMO! Abbiamo discusso con esperti, abbiamo avuto dibattiti interessantissimi, ci siamo divisi in commissioni e abbiamo lavorato su diversi aspetti di questa realtà, e su come raccogliore soldi per finanziare sei organizzazioni di volontariato (compreso l'amref, che io trovo particolarmente significativo). Stiamo lavorando per stendere un Appello, per divulgare l'informazione tra gli studenti, per sensibilizzare le persone, e per raccogliere somme dignitose, ma nel frattempo ci siamo anche divertiti un sacco! Stare in contatto con gente appassionata di cio che ti piace è fantastico: ho conosciuto tantissima gente nuova che adoro (vi amo ragazzi!) e non vedo l'ora di rivederli alla plenaria a Firenze mercoledì, e poi a Roma alla FAO l'11 e il 12. Abbiamo ballato, mangiato e bevuto, abbiamo fatto passeggiate, litigato, bevutò tanti caffè per reggerci in piedi, siamo stati svegli fino alle 6 del mattino a chiaccherare del più e del meno, ci siamo innamorati l'un dell'altro, ci siamo odiati, abbiamo giocato a briscola, e fatto scemate. Ma la cosa più bella è stata immergersi in un ambiente così caldo e famigliare e TOSCANO! Perchè, ragazzi miei, i dialetti toscani sono bellissimi! Dal livornese (alcuni ragazzi mi hanno doppiato in cuculese la gente) al fiorentino... Alla faccia della grezzuria del "cararino".
Ora però mi tocca tornare alla normalità e studiare quello che non mi piace... mannaggia! Non vedo l'ora di finire il liceo e fare solo cio che mi piace! Studiare argomenti che mi interessano, fare attività che si avvicinino al mio modo di essere senza essere fermata da professori e genitori che mi vogliono spezzare le ali...
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Anahita alle ore 16:16 |
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Mi esprimo in solidarietà alla vedova saudita che verrà UCCISA nel vostro paese. Avere un figlio non è un delitto, e non è adulterio averlo quando il marito è MORTO.
Dunque VERGOGNA per le leggi islamiche che vigono in Arabia Saudita. Leggi scritte da ESSERI UMANI più di mille anni fa, per umani vissuti in quel periodo. Quando religione e politica si mescolano, si arrivano a fare DELITTI ingiustificabili.
VERGOGNA
Anahita Vakil Mozafari
Ho mandato questa email all'ambasciata dell' Arabia Saudita pochi minuti fa... Invito anche voi a sollevare protesta per la donna che verrà lapidata per essere rimasta incinta "al di la" del matrimonio (era vedova) ( ambasciata.saudita@arabia-saudita.it )
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Anahita alle ore 15:48 |
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